I disturbi del pavimento pelvico rappresentano un problema diffuso, soprattutto tra le donne (prevalenza 10:1 rispetto all’uomo), e possono avere un impatto significativo sulla qualità della vita. Il pavimento pelvico è un complesso sistema di muscoli, legamenti e tessuti che sostiene gli organi pelvici, tra cui vescica, utero e retto. Quando questa struttura perde tono e funzionalità, possono verificarsi condizioni come il prolasso degli organi pelvici (POP), l’incontinenza urinaria o fecale e disfunzioni sessuali.

Con l’aumento dell’età media e dei fattori di rischio associati, queste patologie stanno diventando sempre più comuni, rendendo fondamentale un approccio preventivo e terapeutico adeguato.

Il Dott. Giacomo Sarzo è un esperto in proctologia e chirurgia generale, con solide competenze per la diagnosi e il trattamento dei disturbi del pavimento pelvico. Attraverso un approccio multidisciplinare, il Dott. Sarzo si occupa di problematiche come il prolasso rettale, il prolasso genitale femminile, l’incontinenza e altre disfunzioni correlate, proponendo sia trattamenti conservativi che interventi chirurgici mininvasivi.

Prolasso degli organi pelvici: caratteristiche e diffusione

I prolassi sono definiti come la discesa degli organi pelvici rispetto al piano vaginale e rispetto a questo piano (centrale) sono divisi in 3 compartimenti:

  • Anteriore (vescica)
  • Centrale (utero e apice vaginale)
  • Posteriore (retto)

La vera frequenza di questa patologia è inficiata dalla discrepanza tra presentazione di alterazione anatomica e sua sintomaticità. In letteratura viene descritta una prevalenza di alterazioni dell’anatomia del pavimento pelvico in circa il 50% delle pazienti che si reca a visita specialistica (ginecologica, urologica, proctologica), mentre altri studi che hanno valutato i sintomi con questionari riportano una prevalenza molto minore tra il 2,9% el’8%.

In particolare, è da sottolineare che durante la visita la maggior parte dei prolassi sono di 1°-2° grado, mentre circa il 3% è di 3°-4° grado, e sono questi ad essere sintomatici.

La prevalenza delle pazienti che vanno incontro ad interventi per POP sembra essere però simile a quella rilevata con questionari, e quindi quella fetta sintomatica di pazienti.

FATTORI DI RISCHIO DEL PROLASSO PELVICO E PREDISPOSIZIONE

Diversi sono i fattori di rischio associati a POP, ma non se ne è ancora compresa l’interrelazione. La debolezza della fascia endopelvica sembra essere il maggior fattore nell’eziopatogenesi e quindi sono fattori di rischio tutti quelli che la provocano come:

  • Menopausa
  • Parità (ad un maggior numero di parti consegue un maggior stress per il pavimento pelvico)
  • L’invecchiamento
  • Isterectomia
  • Obesità
  • Fattori genetici

Considerando i 3 comparti separatamente: il prolasso anteriore è quello più frequentemente diffuso, in particolare due volte più frequente rispetto al comparto posteriore e tre volte rispetto a quello di apice vaginale. Gran parte delle donne presentano prolassi di più compartimenti contemporaneamente.

L’isterectomia è legata al prolasso della volta vaginale tra il 6-12%

L’età è l’altro fattore predisponente: tra le donne che presentano un prolasso sintomatico c’è un incremento drammatico all’aumentare dell’età e se tra i 20-29 anni coinvolge il 6% della popolazione femminile; tra i 50 e 59 anni ne sono affette il 31% e circa il 50% nelle donne con più di 80 anni. Con l’incremento della longevità e quindi un aumento di donne con più di 65 anni ci si aspetta che in futuro il POP divenga un vero problema sanitario. Si stima che nel 2050, la prevalenza delle donne che soffrono di POP sintomatico aumenterà al 46%, che tradotto vuol dire 5 milioni di individui.

Già oggi le donne con più di 80 anni hanno un rischio di essere sottoposte a chirurgia per la correzione di un prolasso del pavimento pelvico di circa il 6% e al rischio del 30% di un secondo intervento per una recidiva.

L’obesità: con questa condizione si ha un aumento della pressione intraaddominale, che favorische lo sfiancamento del pavimento pelvico. Comorbidità legate alla sindrome metabolica (es diabete) causano un deterioramento dei tessuti muscolo-scheletrici e la comparsa di neuropatie con conseguenze atrofia muscolare.

Fattori genetici: è noto la presenza di una familiarità per questa patologia. Le donne che hanno storia familiare positiva per la presenza di prolassi sintomatici sono due volte e mezza più a rischio di svilupparlo esse stesse.

Storia ostetrica: essere multipara predispone in modo importante allo sviluppo dei POP in particolare una donna primipara ha un rischio 4 volte superiore ad una nullipara, mentre una donna con storia di due gravidanze quel rischio ce l’ha 8 volte tanto. Il parto vaginale è un evento traumatico sia esso di tipo naturale od operativo e sottopone il diaframma pelvico ad una trazione che può dare origine a lesioni o sfiancamenti muscolari.

Menopausa: oltre che essere correlata con l’età la frequenza dei POP aumenta al calare del supporto ormonale estrogenico durante la menopausa. Gli estrogeni sono un fattore trofico per l’apparato miofasciale soprattutto della pelvi e nella menopausa si verifica un calo della loro concentrazione e dei recettori ormonali ad essi relati.

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